
A Gwyneth Platrow riconosciamo, oltre che un’eleganza discreta da cui imparare il celebre ma spesso inafferrabile less is more, la capacità di scegliere scarpe che da sole sono in grado di sovvertire le sorti di un look altrimenti considerato eccessivamente low profile. In questo caso sceglie Louboutin, che non abbandona, ma anzi reinterpreta a modo proprio, la sottile linea rossa che attraversa le calzature di stagione e che parte da una lontana ma ben presente allusione al bondage e al fetish.
Qui lo stivaletto diventa quasi una fasciatura – chi si ricorda le Medic Esthetic? – e avvolge il piede fin sulla caviglia con un sistema di fasce ancorate ad anelli di metallo. La forza della scarpa sta nell’aver mediato tra il riferimento esplicito al bondage e la delicatezza delle nuance, tutte giocate sui toni neutri della pelle spazzolata effetto nudo e del suede ghiaccio. Il tacco sottile e il plateau interno smorzano ulteriormente la pesantezza della scarpa.













