
Liam Fahy è inglese ma è nato e cresciuto in Zimbabwe in una vasta fattoria, assorbendo l’arte africana e la creatività più eclettica derivata dall’ambiente in cui viveva e dalle radici familiari, irlandesi e inglesi.
Dopo aver vissuto pressto la tribù dei Batonka rompendo con la modernità – racconta la sua biografia sul sito – ha voluto seguire un iter formativo più tradizionale, tornando in Inghilterra e aggiudicandosi svariati premi e l’attenzione di esperti mondiali come Manolo Blahnik e Rupert Sanderson.
Proprio presso lo stabilimento di produzione di Sanderson, in Emilia Romagna, ha affinato la sua perizia, apprendendo le tecniche costruttive artigianali italiane che il mondo ci invidia. Non a caso i più grandi marchi calzaturieri affidano la produzione alla manifattura italiana. Infine, quest’anno ha lanciato la sua prima collezione di scarpe da donna. Lo promuoviamo?




















